Primo
Carnera - Documentary
Corriere
della Sera (27 ottobre
2006)
Primo Carnera Gigante
Anche in Tv
A chi è appassionato di boxe e di sport, a chi ama studiare
la storia d' Italia anche attraverso i simboli e i miti, a chi si
interessa dei rapporti fra rappresentazione e politica, spero non sia
sfuggito «Io, Primo Carnera» un ritratto del grande
campione scritto da Flaminia Cardini e diretto da Manuela Vigorita
(Sky, The History Channel, mercoledì, ore 21). La storia di
Carnera, nato il 25 ottobre 1906, è la storia tipica dell'
emigrante di successo: una storia che comincia a Sequals, il paesino a
quaranta chilometri da Udine dove nasce e rimane fino a diciotto anni,
continua a Le Mans, in compagnia di alcuni parenti e di un circo,
raggiunge l'apice negli Stati Uniti, dove Primo è davvero il
primo pugile italiano a conquistare il titolo mondiale dei massimi, e
finisce ancora in Friuli. Il «gigante buono» vi era
ritornato malato sperando nel miracolo dell'aria di casa. A Sequals
muore il 29 giugno del 1967. Ma è anche la storia del grande
atleta, forte e disciplinato, icona popolare ora usata dalla mafia
italo-americana ora dal Fascismo, ma ancor più vittima degli
intrighi di procuratori senza scrupoli come racconta Il colosso d'
argilla (1956) con Humphrey Bogart. Il film, liberamente ispirato alla
carriera del pugile, getta pesanti ombre di discredito sui suoi
incontri e ipotizza ogni genere di combine dietro le quinte dei suoi
match. È anche la storia del fenomeno da baraccone e del
campione di catch (allora tradotto con «lotta
libera» oggi con wrestling). Non basta: è anche la
storia di Carnera, «l' uomo più forte del
mondo», testimonial di alcune ditte italiane, di Carnera
attore cinematografico, eroe del peplum e «idolo delle
donne». Carnera sfida Carnera. Nel ricordo affettuoso dei
figli, Giovanna Maria e Umberto, nella ricostruzione di Emanuela
Audisio e dello storico Emilio Gentile, nella testimonianza dei pugili
Nino Benvenuti e Paolo Vidoz, il documentario ci restituisce una figura
umana inedita, che quasi fatica a sbarazzarsi del mito Carnera: quel
gigante dal cuore tenero immortalato dai giornali, dai film, dalla
pubblicità, persino dai fumetti.
Aldo Grasso
IO, PRIMO CARNERA di Flaminia Cardini e
Manuela Vigorita (2006)
Una coproduzione L’Altravista scrl e La
Cineteca del Friuli, in associazione con Fox International Channels
Italy s.r.l., con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia
Giulia/Assessorato alle Attività Produttive, della Provincia
di Pordenone e della Fondazione CRUP.
Direttore di produzione: Danielle Lantin Turone; consulenza
storica: Ivan Malfatto; direttore della fotografia:
Silvia Giulietti; produttori esecutivi: Livio
Jacob e Claudia Pampinella; montaggio: Silvia
Giulietti, Jacopo Gianni; voce narrante di Primo Carnera:
Romano Talevi; musiche: Enrico Goldoni, Armando
Corsi, Giancarlo Maurino; operatore: Barbara
Fantini; fonico: Fabian Martini; registrazione
audio e mixer: Tiziano Novelli; postproduzione:
iFrame srl.
Hanno partecipato: Giovanna Maria e Umberto
Carnera, Emanuela Audisio, Nino Benvenuti, Renato Bulfon, Mariangela
Casagrande, Emilio Gentile, Giancarlo Gentilini, Argo Lucco, Ivan
Malfatto, Anna Mazziol, Silvano Modena, Ferdinando Polegato, Emanuela
Quota, Marco Sartini, Paolo Vidoz.
Un ringraziamento particolare a: Enrico Bertossi,
Assessore alle Attività Produttive della Regione Friuli
Venezia Giulia, Elio De Anna, Presidente della Provincia di Pordenone,
Silvano Antonini Canterin, Presidente della Fondazione CRUP Francesca
Piuzzo, Sindaco di Sequals.
Si ringrazia: Michele Bernardon, Marino Bieker,
Edoardo Cecutti, Piero Colussi, Gloria De Antoni, Cristina
D’Osualdo, Isabella Florioa, Patrizia Fregonese, Carlo
Gaberscek, Monica Gala, Giorgio Giaiotto, Gabriele Giuli, Flavia
Leonarduzzi, Ivan Marin, Sara Moranduzzo, Giuliana Puppin, Erica
Rizzetto, Teresa Scassellati Sforzolini, Fulvio Toffoli.
Si ringrazia inoltre: Centro Espressioni
Cinematografiche, Udine; Cinemazero, Pordenone; Mediateca di Trieste;
Ristorante Al Bottegon, Sequals; SOMSI, Sequals; Casa del Cinema, Roma;
Società Pugilistica Rodigina, Rovigo; Società
Pugilistica Pordenonese. Comitato per le Celebrazioni del Centenario
della nascita di Primo Carnera; Casa del Cinema, Roma; Picanto
edizioni; Edizioni Septem Artes Liberales.
Riprese effettuate a Sequals (PN), a Roma e a Dunedin, Florida.
Filmati e documenti audio d'epoca: La Cineteca del
Friuli
e Lobster Films, Parigi; Ripley's Film, Roma; Istituto Luce, Roma;
National Archives, Washington; Macok Cinevideoservizi, Carugate (MI).
Citazioni dai film:
“ Ercole e la Regina di Lidia” (1958) di Piero
Francisci
” La grande notte di Casanova” (1954) di Norman Z.
McLeod
” Il Re dell'Africa” (1949) di Ernest Schoedsack
“Il colosso d’argilla” (1956) di Mark
Robson
Foto e documenti d'epoca: Archivio del Comune di
Sequals; Collezione
Ferdinando Polegato, Sequals; Primo Carnera Foundation, Dunedin,
Florida; Archivio
Renato Bulfon, Mortegliano; Udine; Museo dell’Emigrazione di
Cavasso Nuovo; La Gazzetta dello Sport.
Formato originale: Digibeta, durata 52’.
Realizzato da L’Altravista srl, Roma con la Cineteca del
Friuli in associazione con Fox International Channels Italy
© 2006
IO, PRIMO CARNERA
una coproduzione La Cineteca del Friuli - Gemona / L'Altravista - Roma
Per il centenario della nascita di Primo Carnera, La Cineteca del
Friuli e la cooperativa L'Altravista di Roma hanno realizzato per Fox
History Channel Io, Primo Carnera, un
documentario della durata di cinquantadue minuti, girato
in Friuli e negli Stati Uniti, sul grande campione di Sequals.
A partire dal memoriale autobiografico che i figli del pugile, Giovanna
Maria e Umberto, hanno ritrovato nella sua ultima residenza americana,
a Tampa in Florida, e che è stato pubblicato per la prima
volta dalla “Gazzetta dello Sport”, Io,
Primo Carnera ripercorre l’affascinante e per
molti versi travagliata vicenda umana e sportiva del protagonista:
dall’infanzia friulana ai primi anni da giovane emigrato in
Francia; dagli inizi della carriera pugilistica alla conquista nel
1933, negli Stati Uniti, del campionato del mondo dei pesi massimi,
fino al declino; e ancora, dalle delusioni della boxe e dai tradimenti
di chi aveva tratto vantaggio dai suoi successi alla nuova vita in
America e al trionfo su un altro ring, quello del catch (fratello
maggiore dell’odierno wrestling), meno prestigioso, ma
finalmente portatore di una certa serenità, anche economica;
infine la malattia e la decisione di trascorrere gli ultimi mesi di
vita nel suo Friuli. Arricchiscono il documentario testimonianze nuove,
documenti fotografici inediti, le prime pagine di testate
giornalistiche nazionali e internazionali, fumetti, immagini tratte dai
film Il re dell'Africa e La grande
notte di Casanova, Ercole e la Regina di Lidia, cinegiornali
Luce e Radar, filmati di repertorio e in particolare i materiali
d'archivio (incontri di boxe, documenti sulla Grande Guerra e
sull'emigrazione, materiali etnografici e storici) raccolti dalla
Cineteca del Friuli.
Realizzato con il contributo della Regione Friuli Venezia
Giulia-Assessorato alle Attività Produttive, della Provincia
di Pordenone e della Fondazione Cassa di Risparmio di Udine e
Pordenone, Io, Primo Carnera è
un’opera tutta al femminile: scritta da Flaminia Cardini,
diretta da Manuela Vigorita, fotografata e montata da Silvia Giulietti.
Si avvale inoltre della fondamentale consulenza storica di Ivan
Malfatto, della partecipazione dei figli di Carnera, della giornalista
sportiva Emanuela Audisio, del pugile Paolo Vidoz, tutt’ora
impegnato sul ring, e di Nino Benvenuti, campione del mondo dei pesi
medi nel 1967 e molto vicino a Carnera negli ultimi mesi di vita. Hanno
collaborato anche amici di famiglia, parenti e conoscenti. Un
contributo essenziale è stato dato dai collezionisti di
rarità carneriane come Renato Bulfon e Ferdinando Pellegato.